Entrambi stanno concludendo un periodo di tirocinio organizzato da Caritas e Fondazione CR. Troisi: “Sono volenterosi e pieni d’entusiasmo. Sanno che si tratta di una bella opportunità”
Il lavoro come strumento di riscatto e reinserimento sociale: è con questo obiettivo che il licenziatario McDonald’s di via Cavour a Firenze Giuseppe Troisi, con il supporto della Confcommercio fiorentina e la collaborazione dell’associazione Seconda Chance, ha deciso di assumere due detenuti offrendo loro una concreta opportunità professionale. Entrambi stanno concludendo un periodo di tirocinio organizzato da Fondazione Caritas con il sostegno della Fondazione CR Firenze, a conclusione del quale continueranno il loro rapporto di lavoro con il locale fiorentino targato McDonald’s. Attualmente sono ospiti della struttura Il Samaritano, in permesso premio orario o temporaneo di qualche giorno. Ma dal prossimo 15 aprile uno dei due sarà accolto dalla stessa struttura in Misura Alternativa alla Detenzione.
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“Avevo sentito di un’esperienza analoga realizzata in Sardegna – racconta Troisi -, così ho deciso di replicarla qui a Firenze, attivandomi con Seconda Chance e Fondazione Caritas per individuare due detenuti prossimi alla scarcerazione che avessero voglia di rimettersi in gioco. Dopo un’attenta selezione e alcuni colloqui, da due settimane sono in staff nel nostro punto vendita; lavorano di giorno rientrando in carcere la sera. Sono volenterosi e pieni di entusiasmo, sanno che si tratta di una bella opportunità. Diffidenze? Prima del loro arrivo c’era qualche preoccupazione tra gli altri dipendenti, dettata più da pregiudizi che da altro. Ma conoscerli ha dissipato ogni dubbio”.
L’iniziativa di inserimento lavorativo si inserisce in un percorso più ampio di promozione delle buone pratiche nel settore del terziario. “Crediamo fortemente nella responsabilità sociale d’impresa – precisa il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni – per questo sosteniamo questa iniziativa, come esempio concreto di impresa generativa che chiunque potrà seguire, se lo vuole, contattando l’associazione Seconda Chance, con cui Fipe Confcommercio ha firmato un protocollo d’intesa nazionale. Non è la prima volta che ci collaboriamo: nei mesi scorsi abbiamo patrocinato un corso di ristorazione per detenute nel carcere di Sollicciano, coinvolgendo chef celebri del panorama fiorentino come docenti. Un impegno costante, volto a favorire il reinserimento lavorativo e a dimostrare come il terziario possa essere un motore importante di inclusione e riabilitazione”.
Conclude Stefano Fabbri della no profit Seconda Chance, che dal 2022 opera su tutto il territorio nazionale per dare opportunità di lavoro a detenuti. “Il lavoro ai detenuti fa bene anche agli imprenditori che li assumono. La legge Smuraglia offre agevolazioni a chi assume, anche part time o a tempo determinato, detenuti ammessi al lavoro esterno. Ma soprattutto sempre più imprese grandi e piccole partecipano ai nostri progetti perché convinte di svolgere un importante ruolo per tutta la società. I dati Cnel parlano chiaro: il rischio di tornare a compiere reati riguarda 6 detenuti su 10, ma tra coloro che trovano lavoro la percentuale può scendere al 2%”.