L’indagine di Meta in collaborazione con Firenze Spettacolo. Il 61% chiede prezzi più accessibili, solo il 3,9% mangia in Centro a conferma della distanza tra l’offerta del cuore turistico della città e le esigenze dei residenti
La qualità dei ristoranti fiorentini? Sicuramente peggiorata. E’ il risultato, clamoroso, di un’indagine online promossa da MetaFirenze, in collaborazione con Firenze Spettacolo. Secondo più del 55% dei cittadini ritiene che la qualità della ristorazione sia peggiorata negli ultimi anni, mentre il 61% chiede prezzi più accessibili. Solo il 3,9% dichiara di mangiare stabilmente in centro, a conferma della crescente distanza tra l’offerta del cuore turistico della città e le esigenze dei residenti.

I dati sono stati presentati in occasione di LampredOrto, l’evento dedicato alle più originali varianti di trippa e lampredotto, svoltosi all’Orto San Frediano e organizzato da Associazione Bang! e TroppaTrippa.com, con il supporto del Consorzio Vino Chianti e il patrocinio dell’Accademia della Trippa. L’appuntamento, inserito nel calendario della Settimana del Fiorentino promossa dal Comune di Firenze, ha visto anche un momento di confronto pubblico tra cittadini, operatori del settore, giornalisti e istituzioni fra cui Leonardo Tozzi, direttore di Firenze Spettacolo, Leonardo Romanelli, critico enogastronomico, e Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti, partner dell’iniziativa. Insomma la ristorazione fiorentina è amata e frequentata, ma anche sempre più criticata.
“Siamo passati da 50 a 500 ristoranti in centro – ha detto Leonardo Romanelli, critico enogastronomico, commentando l’eccessiva proliferazione di locali turistici nel centro storico di Firenze -. L’offerta si è moltiplicata ma ha perso identità. Troppi locali sono nati solo per i turisti, con una proposta banalizzata e standardizzata. È difficile oggi trovare una vera trattoria dove si possa passare una buona serata senza per forza mangiare sempre le stesse cose”.

All’indagine online hanno partecipato 258 persone. Ma ecco i risultati principali: Il 47,1% degli intervistati va a cena fuori 1–2 volte al mese e il 13% preferisce uscire sempre nei giorni feriali. La spesa media per il 58,7% è tra i 20 e 35 euro a persona (bevande escluse): solo il 35% spende tra 35-50 euro. Ed ecco le note dolenti: il 55,2% ritiene che la qualità della ristorazione sia peggiorata, mentre il 61,4% chiede prezzi più accessibili. Solo il 3,9 poi mangia sempre in centro, le tipologie preferite restano le trattorie tradizionali, seguite da osterie moderne e pizzerie.
“Il centro storico – ha aggiunto Tozzi – si sta trasformando in un non-luogo. I provvedimenti per salvaguardare il patrimonio sono legittimi, ma senza politiche parallele di accessibilità per i cittadini si rischia di espellere i residenti e con loro anche l’identità gastronomica fiorentina”. Per Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti, infine “Il 35% delle nostre vendite avviene attraverso i ristoranti. Le modifiche al Codice della Strada e il clima di paura che si è creato stanno penalizzando anche chi consuma vino con moderazione. Non possiamo criminalizzare il calice di vino a tavola. Dobbiamo promuovere una cultura del bere consapevole, non cadere nel proibizionismo”.