La cerimonia questa mattina a Palazzo Vecchio. E a una studentessa dice: “Troppo poche le ore a scuola, perché la storia si accresce continuamente”
Consegnate oggi le chiavi della città di Firenze al professor Alessandro Barbero che, riportano le motivazioni “grazie a un linguaggio chiaro e avvincente, alla sua finezza di storico e di narratore, ha fatto appassionare alla storia migliaia di persone, di tutte le età, conquistate dal suo straordinario talento e dalle grandi doti comunicative. Con le sue ricerche, i suoi libri, le sue conferenze, ha illuminato epoche e personaggi della storia, anche fiorentina, trasformandoli in un racconto vivo, appassionante, permettendoci di comprendere meglio il nostro passato e di leggere il tempo presente con una nuova consapevolezza”.
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La cerimonia di consegna da parte della sindaca Sara Funaro si è tenuta oggi nella sala degli Elementi di Palazzo Vecchio. “Oggi è motivo di orgoglio per me consegnare le mie prime Chiavi della Città al professor Barbero. – ha detto la sindaca – Con la sua attività, il suo fascino, la sua passione per la storia, è riuscito a far avvicinare tantissime persone questa materia, troppo spesso considerata una cosa ‘polverosa’. Barbero è riuscito invece a renderla attuale, attrattiva per tantissime persone di tutte le età, soprattutto per i giovani, attraverso i podcast o i video”. “Firenze deve dare un riconoscimento a chi valorizza la storia, a chi ci mette in condizione di valorizzare il passato e di riflettere sul presente e sul futuro, perché solo da una lettura attenta, profonda, di ciò che è stato possiamo mettere le basi per la costruzione di un futuro migliore”, ha concluso Funaro.
“Ho l’emozione di ricevere le chiavi della città di Firenze. È la Firenze medaglia d’oro della Resistenza che mi dà le chiavi, è un grandissimo onore”, ha detto Barbero che poi ha definito la città “senza pari al mondo”. Lo storico si è poi soffermato sul passato di Firenze, “una città che ha prodotto una straordinaria civiltà, continuamente attraversata da conflitti, anche violentissimi. Posso dire che il conflitto non è una cosa che una civiltà debba cercare di sopprimere, di eliminare se vuole essere grande, al contrario. La civiltà fiorentina del Medioevo del Rinascimento è stata prodotta da uomini e donne che vivevano in conflitti durissimi e sapevano che quello era il modo di stare al mondo”.
Barbero ha voluto poi rispondere a una studentessa di terza superiore che gli ha chiesto cosa pensasse del fatto che gli studenti “studino la storia fino alla prima metà del Novecento”. “Penso che sia importante che vi preoccupiate di questo- ha risposto Barbero – Credo che ci siano due cause: il programma di storia, diversamente da quello di altre materie, si accresce continuamente. Dopodiché la causa vera non è un complotto per non farvi studiare epoche inquietanti come quelle dell’ultimo secolo, la causa vera è che i programmi di storia hanno troppe poche ore a scuola e sono stati ulteriormente ridotti, in tempi abbastanza recenti”.